L’uomo che si adatta alla tecnologia

Abbiamo visto (qui e qui) come gli scienziati stiano studiando nuove tecnologie e quanto siano avanzate le loro scoperte in campo robotico.
Molto più terra-terra abbiamo ApriPoko, il “telecomando-robot” che memorizza i comandi infrarossi di qualsiasi apparecchio, per poi riprodurlo in base ad un comando vocale precedentemente salvato.
Comodo, geniale… Oramai la tecnologia sta cercando di invadere ogni campo, e la relazione tra macchine e uomo sta diventando via via più complessa.
Come si è potuto leggere una settimana fa in un articolo di Luca De Biase, Donald Norman, un famoso design digitale, ha affermato che il rapporto tra queste due entità è paragonabile a quello tra specie diverse, e la relazione modifica quindi la “vita” di entrambi.
Non solo le macchine si adattano a noi (in quanto creatori) ma siamo anche noi che ci stiamo adattando a loro, nuove culture come la televisione, internet e la telefonia sono diventate indispensabili, ma anche vitali sono le nuove protesi o gli studi nel campo della medicina.
Le nuove tecnologie devono quindi non farsi notare, ed entrare a far parte della vita quotidiana di ognuno, passando inosservate come un tavolo, un armadio, un letto, fondendosi col resto dell’ambiente…
Perchè quello che viene creato deve avere uno scopo, e una forma tali da avere una conseguenza in queste nuove relazioni, aumentando la responsabilità e il dovere dei designer.





















Stefania
28 mar 2008
Giusto l’altro giorno ho sentito per radio la notizia di un robot, costruito in Giappone, che dovrebbe svolgere il lavoro di baby-sitter.. Praticamente ogni bambino introduce una scheda all’interno del robot e grazie a questa il robot lo riconosce e può comportarsi nel modo più appropriato..
Senza soffermarsi su discorsi relativi a quanto può essere opportuno affidare il proprio bambino ad un robot (e in caso di malfuzionamento? cosa fa il bambino? spero che per ora il robot possa essere solo un aiuto per una vera baby sitter e non un suo sostituto), direi che in questo caso il design assume un ruolo fondamentale. Ammetto che non ricordo bene la notizia, questo robot potrebbe essere sia una sorta di gioco evoluto sia uno di quei robot umanoidi, ma in ogni caso è un prodotto rivolto anche ai bambini (oltre che ai genitori) e come tale deve avere determinate caratteristiche estetiche (lineamenti dolci, eventuali colori tenui, nel caso in cui parlasse la voce dovrebbe avere un tono dolce, caldo ecc..).
In questo caso è evidente quanto sia importante il ruolo del design; non è solo un elemento che attira possibili acquirenti, ma è anche quell’interfaccia con la quale questi bambini avranno a che fare ogni giorno (per quanto possa suonare banale, direi che qui vige lo stesso principio dei peluche.. ai bambini piccoli piacciono quelli più dolci; si pensi ai peluche della trudi e a quelli dell’ikea…)