9 | Recensione del film d’animazione prodotto da Tim Burton

9 recensione tim burton
9 è un film d’animazione apocalittico, surreale, che si distingue dalla massa perché i protagonisti non sono altro che bambole di pezza sfuggite all’estinzione della razza umana.

In un futuro non molto lontano si risveglia all’interno di una stanza messa sotto sopra un piccolo essere, composto da stoffa e cerniera, con un numero impresso sulla schiena, “9”.
Seguendo il suo cammino confuso si viene a scoprire che il mondo è devastato a seguito di una guerra, e sembra che gli esseri umani siano tutti scomparsi.

Gli unici sopravvissuti sembrano essere altre bambole di pezza, ognuna con una diversa personalità, ognuna numerata, ognuna con l’intento di sopravvivere finchè 9 non metterà in dubbio tutto, risvegliando una macchina che sembra essere l’origine della guerra tra umani e macchine che ha posto fine a tutto.

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9 è stato in principio un cortometraggio di Shane Acker del 2005, scoperto da Tim Burton e reso un film prodotto proprio da quest’ultimo.


Le atmosfere post apocalittiche sono rese ottimamente grazie all’immancabile colonna sonora di Danny Elfman e all’ambientazione realizzata nei più piccoli dettagli, ricreando le spoglie di quelli che sembrano gli anni ’50 in chiave steampunk. Il dettaglio è alto, cupo, malinconico, trasmettendo desolazione e senso di impotenza per il destino a cui l’uomo è andato in contro prima dell’inizio della storia.

Il doppiaggio italiano si lascia ascoltare, anche se alcune voci non sono molto azzeccate, la “femmina” 7 in primis. In originale abbiamo invece Jennifer Connelly (ve la ricordate in “Labyrinth”?) per il personaggio femminile, e Elijah “Frodo Baggins” Wood che presta la voce al protagonista, 9, di cui a volte ha anche i comportamenti dell’hobbit in questione.
La storia nel complesso si lascia guardare, scorre con alcuni momenti di tensione ben congeniati fino ad arrivare ad un finale che personalmente mi ha lasciato un po’ deluso, quasi come se il regista non sapesse bene come terminare l’avventura.

Concludendo 9 è un film ben fatto, surreale e che si lascia raccontare nei suoi 80 minuti senza difficoltà. Un prodotto che lascia la sensazione di essere quasi un esperimento, di non aver dato il massimo in una storia e con dei personaggi che forse potevano mostrare molto di più.
Tutto sommato merita comunque di essere guardato a lume di candela.

Se volete approfondire l’analisi del film, la trovate su

Qui sotto, invece, c’è il film d’animazione originale di Shane Acker.

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