Speciale Recensione Film: Il Labirinto del Fauno

Il Labirinto del Fauno non è un fantasy, almeno non nel senso stretto del termine.
E’ una storia drammatica, a tratti cupa e ansiosa, il viaggio di una bambina in un mondo immaginario per sfuggire da quello reale.


Un film di Guglielmo del Toro piuttosto recente, del 2006, ambientato nella prima metà del 900.
In Spagna l’esercito di Franco sta eliminando ogni traccia della resistenza. La moglie di un capitano dell’esercito raggiunge quest’ultimo tra i monti, portando con sè la propria figlia Ophelia.

Quest’ultima detesta il patrigno e la casa, e si rifugia in un mondo creato dalla propria mente, dove un Fauno la sottoporrà a tre prove per divenirne la principessa…
Una storia fuori dall’ordinario, che alterna questo mondo magico (ma non privo di esseri terribili) a quello del capitano Franchista che mira a distruggere i rivoluzionari, in un’atmosfera cupa e fatalista.

Un grande Del Toro ci presenta una pellicola piena di metafore e sfacettature, con un simbolismo che farà venire a molti la pelle d’oca in più di un’occasione.
Consigliato a chi non ha il cuore proprio debole

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  • una fiaba cupa ma bellissima: devo riguardarmelo!

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