Web 3.0, la nuova vecchia rivoluzione

Quando il termine “web 2.0” stava spopolando sulla rete tutti si chiedevano effettivamente come potrebbe essere la rete da lì a qualche anno.
Già da qualche anno comincia a girare il 3.0, ma il momento per questa nuova “rivoluzione” deve ancora arrivare, o almeno così parrebbe.
Il web 3.0 è spesso definito col termine “web semantico“, una rete in cui tutto è catalogato e può essere reperito facilmente in base al contesto e a parametri scelti.
Per spiegarvi meglio, posso usare facebook come facile esempio… I tag sulle foto non sono altro che una forma ridotta e semplicistica di web semantico, dove le immagini vengono catalogate in base alla persona, e andando sul profilo di questa si possono vedere tutte le foto associate.
L’idea del 3.0 è rendere questo concetto molto più esteso e dettagliato, dove tutto è a portata di mano senza alcuna perdita di tempo.
Immaginate… dovete organizzare una festa, e vi servono idee per torta, giochi e scherzi.
Dove prima si doveva faticare per trovare esattamente i giochi e scherzi che potevano servire per una festa, col web 3.0 tutto sarebbe legato al concetto di festa, e tutti i risultati sarebbero inerenti a questo senza portarvi a inutili (per voi) siti su scherzi per cellulare o altro.
Un web intelligente, legato non più alle parole ma ai significati, una vera e propria forma di intelligenza artificiale che ti aiuta e ti guida attraverso le miriadi (quasi infinite) di informazioni che internet ti mette a disposizione.
Suona come fantascienza, ma siamo forse più vicini di quanto si possa pensare. Molte aziende stanno cercando di sviluppare una cosa simile, cercando di arrivare ad una multi-coscienza che spingerà sempre più ad una biblioteca universale dove tutto è disponibile a tutti, e sempre accessibile.
Ma il 3.0 è solo web semantico? Non proprio. Enrico Madrigrano, il “signor Madri” in persona, pionere del seo in Italia, pone l’accento più sulla consapevolezza che gli utenti hanno della rete, quando tutti cominceranno a capire che internet è utile, e forse indispensabile.
Ho riassunto i due concetti in modo molto veloce, ma si capisce come vadano a braccetto tra loro, e come uno porti necessariamente all’altro.
Già dal 2006 parlano di web 3.0, ma si dovrà attendere ancora molto? Io credo che non ce ne accorgeremo neppure…























Danilo
20 apr 2009
A parte che mi ha fregato l’argomento (ahahahah scherzo).
Secondo me la tua analisi, come anche quella di Enrico Madrigrano, sono molto simili e molto sottili da cogliere. Diciamocelo: uno che non capisce niente di Internet, potrebbe pensare anche che stiamo parlando sotto effetto dei fumi dell’alcol.
Fatto sta che, secondo me, questa rivoluzione è già arrivata, non per tutti ma per qualcuno.
Come hai detto in conclusione del tuo post “…non ce ne accorgeremo neppure”. Proprio così, infatti avviene tutto molto lentamente che è praticamente impossibile accorgersene e percepirlo.
Il web 3.0 è in atto, anche se in molti non sanno associare il fatto alla teoria.
Tanti internauti hanno preso coscienza delle potenzialità di Internet, forse c’è solo un pò di timore e paura ad utilizzare tali potenzialità.
Il giorno, molto lontano, in cui tutti vorranno usare il web per mettersi in gioco, allora lì si che daremo davvero il via alle danze. (per assurdo io credo che siamo ancora ad uno stadio primitivo, a livello di consapevolezza)
Ma se un giorno si dovesse parlare di Web 4.0 cosa succederà?? Saremo governati dalla Rete? Forse già adesso qualcuno è governato da questa maccanica mostruosa.
Ciao Mat-Hero!
Matteo Riggio
22 apr 2009
Mi associo con il signor Madri come concetto.
Tutte le nuove iniziative per rendere il web intelligente ci sono già e sono in corso.
La vera rivoluzione si avrà quando chiunque capirà che il web esiste e non è li messo come passatempo ma come fonte di innovazione di tutti i giorni.
Gianmarco Simone
24 apr 2009
Sembra proprio che l’html 5 porterà una piccola ventata d’aria fresca nell’arido deserto della semantica web. Solo l’inizio, immagino.
Alan
8 ago 2009
Ritengo che per quanto riguarda l’informazione, frutto della rete delle reti, esista uno scoglio non indifferente: la sua qualità che si potrebbe altrimenti definire come garanzia di affidabilità ed imparzialità.
Nessuno può negare che esiste un vero e proprio business nell’informazione in Internet che mira sempre più spesso alle abitudini degli Internauti, non sempre smaliziati al punto di saper salvaguardare quelli che a ragione possono essere definiti i loro “dati sensibili” fra cui ricadono le personali preferenze di navigazione.
Quindi, a fronte all’entusiasmo delle potenzialità di un Web semantico credo valga la pena di non sottovalutare il fatto che il collegamento fra le informazioni in una pagina Web potrebbe rivelarsi un circolo vizioso per pilotare ad hoc le scelte di chi vi si imbatte, a favore di qualche committente.