Discipline Umanistiche: un progetto e il corso secondo Stefania Vianello
Ho ricevuto, qualche settimana fa, una richiesta un po’ particolare: utilizzare il racconto che ho scritto (In Questa Vita) per un progetto universitario.
Quale? Trasportare l’intero eBook in un file xml…
A questa pagina si può vedere il risultato del lavoro (qui il file xml), l’intera storia presente su html, ogni campo, immagine o dato è stato taggato e classificato, in un’esame che ha dato all’autrice veneziana, Stefania Vianello, un 30.
Il suo corso è “Informatica per le Discipline Umanistiche“. Ammettendo la mia totale ignoranza, non avendone mai sentito parlare, e preso dalla curiosità, ho chiesto a Stefania di spiegare in poche parole in cosa consiste…
“Questo corso di laurea cerca di colmare il gap presente tra due branche del sapere, l’una all’antipodo dell’altra: le scienze informatiche e le scienze umanistiche.
Nelle scienze umanistiche si utilizzano molto gli strumenti informatici (dalla semplice redazione di un testo digitale effettuata con un qualsiasi word processor alla più articolata codifica di un testo letterario alla costruzione e gestione di biblioteche e archivi digitali). Finora la creazione e la gestione tecnica sono sempre state affidate a informatici “puri”, mentre agli studiosi umanisti è sempre spettata la gestione contenutistica.
L’informatico umanista è una figura completa che racchiude in sè le conoscenze tecniche informatiche e le conoscenze per la trattazione e l’analisi dei contenuti (dunque redazione di articoli, analisi filologiche, semantiche, storiche…)
L’obiettivo è quello di affidare dunque ad un’unica persona la gestione di siti, archivi digitali, codifica testi letterari, database o qualsiasi altro strumento che abbia contenuti umanistici. “
Un corso utile, ambizioso… Perchè non ne avevo mai sentito parlare?
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.






















Stefania
10 lug 2008
Ti ringrazio per avermi dedicato un articolo nel tuo blog, fa veramente piacere vedere che un lavoro fatto per motivi principalmente universitari venga apprezzato anche all’esterno di questo ambiente.
Vorrei spendere però ancora qualche parola sul mio corso di laurea.
Ho sempre creduto molto nelle potenzialità di questo corso: è innovativo e va a creare una figura professionale nuova che manca proprio nel panorama lavorativo italiano.
Purtroppo però non basta essere innovativi; servono i fondi, servono gli iscritti (nonostante le iscrizioni siano aumentate negli ultimi anni, questa è sempre stata una specialistica per pochi “eletti”), serve un numero minimo di docenti di ruolo specifici del corso di laurea (numero che non è mai stato raggiunto).
E così quest’anno è stato l’ultimo utile per iscriversi a questa specialistica di Ca’ Foscari.
Indubbiamente la cosa mi dispiace, ma almeno ho avuto la fortuna di riuscire ad iscrivermi. E con la consapevolezza di essere una delle poche studentesse di Informatica per le Discipline Umanistiche continuo serenamente i miei studi.
Francesco Gavello
12 lug 2008
Interessante davvero.
Sono dell’idea che si dovrebbe dare più spazio a corsi “ibridi” di questo tipo, perchè in grado di formare delle figure realmente valide e facilmente inseribili nel mondo del lavoro.
Complimenti a Stefania !
Stefania
14 lug 2008
Grazie Francesco ^_^
Jacopo
14 lug 2008
io invece al contrario di francesco penso che questi corsi ibridi non aiutano nell’inserimento del mondo del lavoro, perchè poco conosciuti dai datori.
Darshal
16 lug 2008
In effetti, l’unico dubbio resta lo sbocco sul campo di lavoro… chi esce da questa laurea specialistica trova facilmente lavoro? E inoltre, in che settore lavorativo è inquadrato, visto che l’Italia sembra ancora aborrire la figura dell’informatico?
Stefania
16 lug 2008
Bè, il futuro sbocco lavorativo fa parte del rischio di intraprendere un corso di studi un pò più innovativo..
Però bisogna anche ammettere che l’Italia dà veramente poco spazio ai giovani che hanno studiato nel campo dell’informatica o in qualsiasi campo più moderno di altri. E’ un discorso lungo e noto.. Se si vuole riconoscimento e soddisfazione bisogna andare all’estero …
Kobayashi
16 lug 2008
Stefania devo dire che il tuo corso così “particolare” mi ha incuriosito molto: certo l’inserimento nel mondo del lavoro è una variabile di non poco conto, ma sono da sempre un sostenitore del “fare quello che ci piace” a livello scolastico (dunque anche universitario). Non conoscevo tale corso, sebbene mi abbiano parlato molto bene della tua Università per qualità e innovazione delle proposte didattiche. Tieni duro!
Кошевой С
18 ago 2008
Можно и подискутировать по этому поводу …