Carta contro web, le riviste sono all’altezza dei blog?

Ho cominciato a leggere il secondo numero della rivista Wired Italia, e mi sono tornati alla mente tutti quei discorsi fatti dai blogger integralisti, sostenitori di una teoria azzardata: una rivista tecnologica su carta non ha più alcun senso.

E’ proprio così?


Le informazioni su web viaggiano velocissime, una nuova scoperta viene divulgata nel giro di pochi giorni, e tutti possono sapere in breve che a Dubai esiste l’hotel che gira in base al sole, o che il Vaticano ha creato l’isola ecologica più grande del mondo.

I vantaggi del web sono chiari a tutti, ma quelli della carta? Nel 2009 Wired ha deciso di iniziare da zero, sapendo che i contenuti scritti nell’arco di un mese diventeranno presto vecchi, ma puntando a.. cosa?

La carta rimarrà sempre tale, e il web ha la sgradevole abitudine di sommergere le informazioni utili con un sacco di altre nozioni. Le immagini, poi, hanno una qualità più alta che su monitor, e questo porta ad un maggiore impatto.

Altro punto da non sottovalutare è la sensazione che la carta può dare, e che il web ha negato, il piacere di sedersi sul divano e leggere di idee che cambiano il mondo.
Avere per mano qualcosa di tangibile, che è lì che aspetta di essere sfogliato, e che sarà sempre lì in attesa anche uno, o due anni dopo.

E’ vero, non ci sono collegamenti dinamici, non si possono lasciare commenti o linkare agli articoli come il web 2.0 ci ha abituati, ma non scordiamoci che le informazioni non navigano solo sulla rete.
(e poi, diciamocela tutta, un abbonamento a 19 euro per due anni è un regalo :P )

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  • Videoludicamente parlando ( ;) ) un buon esempio è quello dato già da qualche tempo da GAME PRO (era Videogiochi) che fa oramai della news e della recensione qualcosa di molto “laterale”, centrando il cuore della rivista su dossier, retrospettive, editoriali e approfondimenti (veri approfondimenti).

    Quando non puoi stare tecnicamente dietro alla notizia (parlo dell’ambito prettamente informatico), credo che spostarsi sulle altre mille peculiarità della carta stampata sia una validissima alternativa.

  • Vero, Francesco, d’altronde se non è possibile stare al passo con le news secche e dirette conviene lanciarsi su approfondimenti e via discorrendo..

  • Ogni tecnologia vecchia non viene soppiantata immediatamente da quelle nuove. E’ un processo graduale: il vinile sopravviveva abbastanza bene nell’era delle audiocassette, perche’ permetteva di scegliere direttamente la canzone e perche’ le audiocassette avevano cmq dei difetti a livello di qualita’ dell’audio. Ma nell’era del CD, il vinile e’ diventato qualcosa di estremamente raro e sopravvive solo per una sparuta minoranza di collezionisti.

    Cosi’ le riviste. Ma siamo ancora in una fase dove non sono state completamente soppiantate: non possiamo sederci comodamente sul divano (o sul cesso) e sofgliare un portatile che non appesantisca la vista.

    Inoltre, le intelligenze artificiali non sono ancora abbastanza furbe da scremare i ronzio del web come l’utente vorrebbe: resta cosi’ determinante l’intervento umano nella selezione ed aggregazione dei contenuti.

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