L’intelligenza artificiale a portata di mano

Mentre viene superato il record fatto con l’ex computer più veloce del mondo, sfornando Roadrunner (che, cito testualmente, “se tutti i sei miliardi di persone che abitano la terra si mettessero ad usare dei calcolatori tascabili non stop per 24 ore al giorno, sette giorni a settimana, a loro ci vorrebbero 46 anni per fare ciò che questo pc realizza in un giorno”), l’IBM rilascia anche un progetto per un computer che interagisce con tutto ciò che lo circonda nello stesso modo con cui lo fa un cervello umano.
L’obiettivo è infatti creare una macchina che ragioni da sola, una vera e propria intelligenza artificiale di cui tanto si è parlato in molti film e libri, prendendo come esempio i collegamenti neurali del corpo umano, cosa impossibile fino a qualche tempo fa a causa della tecnologia inadeguata.
Un gigantesco passo avanti, che porterà migliorie o vere rivoluzioni nella vita di tutti i giorni, con computer in grado di pensare e di regolarsi in base agli input che gli arrivano dall’esterno.
Per avere paura di un eventuale Matrix, o Terminator, aspettiamo almeno che diventino autosufficienti.
Fonte: Repubblica.it






















Francesco Gavello
24 nov 2008
E anche il petaflop viene infranto :-O
P.S. Roadrunner! A quando il secondo in classifica nome in codice Willy E Coyote?
Matteo Marangoni
24 nov 2008
Un nome come “Willy E Coyote” non so quanto sia di buono auspicio
freddy
26 dic 2008
in 10 anni l’efficenza dei super computer è aumentata di 1000 volte…se la potenza di calcolo attuale venisse usata per simulazioni di architettura hardware, non oso immaginare fra 10 anni che terrificante potenza di calcolo avremo. Allora, forse, impostando un semplice algoritmo, semplice come quello che ha generato la vita in tempi lunghissimi, potremmo provare a ricreare modelli evolutivi virtuali,(la sparo grossa)e alla lunga, nuovi modelli biologici funzionali, oppure una realtà virtuale con passato evolutivo indipendente….Se negli ingredienti che hanno portato alla vita, quello fondamentale è il tempo, con un supercomputer ultraveloce, si potrebbe ricreare un modello virtuale notevolmente accelerato. Non pigliatemi per pazzo…Chi ha la certezza matemeatica che non sarà così???